Terza preview Windows Vista

Microsoft ha da poche ore rilasciato la terza release CTP di Windows Vista, questa versione e` destinata a un pubblico di oltre 500.000 persone che potranno segnalare bug o suggerimenti agli sviluppatori. In questa release e` stato inserito il recente elemento Windows Defender, la soluzione Microsoft contro i malware, e alcune migliorie in merito ai controlli parentali per l'accesso ai programmi e alle risorse di rete. Le novita` sul fronte della sicurezza non sono finite infatti questa versione di Vista offre maggiori controlli in merito all'uso di dischi esterni o semplici chiavi USB (dispositivi pericolosi in ottica aziendale per il furto di informazioni riservate), ma anche le tecnologie BitLocker Drive Encryption che permetteranno di proteggere i propri dati anche in caso di furto del pc. Microsoft in occasione del rilascio di questa CTP ha confermato la rodmap del progetto, fugando quindi ogni dubbio in merito a possibili ritarti ed ulteriori posticipi del rilascio ufficiale che resta fissato per il prossimo autunno.

~ Notizia di News.com | 1/1/2006

Sinceramente trovo tutta questa sicurezza un tantino eccessiva, un'esagerazione rispetto alle politiche passate: la cosa mi lascia perplesso, non so quanto tutto questo possa rivelarsi realmente utile, potrebbe essere un impedimento.

Legalizzazione del P2P

La Camera dei deputati ha approvato una norma che permette il file sharing libero, dietro pagamento di una modica tassa.

Le intenzioni del governo francese erano quelle di dare un giro di vite al P2P, insomma di introdurre anche Oltralpe una "legge Urbani", anche se all'utente che acquista legalmente un'opera musicale o cinematografica o un software viene concesso di farne una copia a scopo privato. Lo scorso 22 dicembre, invece, la Camera dei deputati di Parigi ha approvato a stretta maggioranza un emendamento che legalizza invece il file sharing di musica e film non a scopi di lucro, introducendo un canone mensile intorno ai 6,5 euro per compensare il mancato pagamento dei diritti di autore. L'emendamento ha gia` provocato le dure reazioni negative delle major cinematografiche e discografiche, mentre l'Ufc-Que Choisir, importante e rappresentativa associazione dei consumatori, ha espresso soddisfazione. Il dibattito va al Senato il 17 Gennaio per l'approvazione definitiva. Bisogna comunque sottolineare che il Governo potrebbe cercare di abolire questo emendamento, che rimane comunque un successo del fronte antiproibizionista.

~ Notizia di ZEUS News | 3/1/2006

Per come la vedo io, e` un enorme passo avanti rispetto alla realta` proibizionista Italiana, il pagamento di "una modica tassa" risolverebbe ogni problema dovuto alla legalita` della cosa. Speriamo - sperare non ci costa nulla - solo che l'esempio venga seguito dal governo italiano..

Un pc targato Google

“Sara` presentato a Las Vegas, costera` 200 dollari e conterra` l'essenziale per l'accesso a Internet: il computer non userebbe Windows, ma un suo sistema operativo”

Google sta per lanciare un computer con il suo marchio e il suo sistema operativo. E` la clamorosa indiscrezione che arriva dagli Stati Uniti. Se fosse confermata, sarebbe la trasformazione definitiva di Google da motore di ricerca leader a media company globale. Per il mercato dell'informatica, si tratterebbe di un vero e proprio terremoto.

Non e` la prima volta che si parla di un possibile ingresso di Google nel settore dell'hardware. Piu` di una volta, ad esempio, si e` fantasticato sulla nascita di un pc supereconomico contenente l'essenziale per la connessione ad internet e l'accesso ai servizi del motore di ricerca. Oggi, pero`, le voci sembrano quanto mai dettagliate, e la fonte sufficientemente autorevole. Secondo il quotidiano Los Angeles Times, Larry Page, cofondatore di Google, indirizzera` un keynote alla platea del Consumer Electronics Show che si aprira` il 5 gennaio a Las Vegas. In quell'occasione, scrive il giornale californiano, Page mostrera` il primo Google Pc, o annuncera` l'inizio delle vendite presso le grandi catene americane. Il prezzo sarebbe quanto mai competitivo: circa 200 dollari. Secondo altre fonti citate dal Times, Google e` gia` in trattative con megastore come Wal-Mart per negoziare le consegne del suo nuovo prodotto. Il quotidiano cita anche il possibile nome della nuova creatura: "Google Cube". Forse troppo simile a un vecchio modello Macintosh per essere credibile. Ma comunque da` l'idea di un prodotto compatto, essenziale, solido. Proprio come la homepage del motore di ricerca. Dal quartier generale di Mountain View, oggi e` arrivata una mezza smenita. Ma molti analisti la giudicano troppo vaga.

Comunque, ormai, il sasso e` stato lanciato, e lo stagno di internet e` gia` in subbuglio. L'attivita` preferita in rete, in queste ore, e` la composizione del puzzle con le tessere seminate da Google negli ultimi mesi per vedere quale figura viene fuori. Molti individuano i tasselli fondamentali nelle alleanze con Sun Microsystems e con America Online, e sono sicuri che il Google Pc sara` una chiave d'accesso, semplice ed economica, a tutta una serie di servizi forniti in rete.

Il computer targato Google, e` una delle idee piu` gettonate, non conterra` nessun software tipo Office: tutti i programmi saranno in rete, forniti proprio da Google e dai suoi partner.

Tra i navigatori c'e` chi sogna, e chi trema. I primi non vedono l'ora di avere tra le mani un pc che incarni la filosofia di Google, fatta di cultura accademica, indipendenza, intraprendenza, software libero. Gli altri intravedono la nascita di un nuovo impero del male, pari o peggiore di Microsoft, capace di fagocitare e controllare ogni attivita` su internet. E tra quelli preoccupati ci sono certamente le aziende concorrenti, in primo luogo proprio Microsoft, che si vedrebbe insidiata per la prima volta nel business in cui domina incontrastata: quello dei sistemi operativi e dei software. Tutti gli occhi sono puntati verso la conferenza di Los Angeles. Solo venerdì si sapra` se Google, ormai un colosso che vale in Borsa oltre 120 miliardi di dollari, vorra` usare tutta la sua potenza per scatenare la piu` grande guerra che il mercato dell'informatica abbia mai visto.

~ Notizia di Repubblica | 4/1/2006

Se da un lato questo progetto puo` presentarsi come un'innovazione, non bisogna pero` dimenticarsi dei possibili problemi che potrebbero essere associati ad un servizio del genere: in primis il possibile calo di prestazioni dovuto alle eventuali latenze, in secondo luogo il probabile sovraccarico dei server ( con relativo abbassamento delle prestazioni ). D'altro canto un sistema del genere eliminerebbe i problemi di manutenzione/amministrazione essendo cosi` alla portata di un'utenza media. Il prezzo sembra davvero interessante (200$), c'e` da sperare che - qualora arrivasse in Italia - non si alzi e rimanga ( per quanto possibile ) stabile.

Linux FOX 1.0

When you install dozens of Linux distributions every month, the first impressions of a product become very important. With FoX Desktop Linux 1, these were a lot better than those of most other new distributions I installed in recent months, so I decided to spend more time investigating this new product. The brainchild of Glauco Zuccaccia from the town of Montefiascone near Rome, Italy, FoX Linux has been in development for over a year. Although the English pages of the distribution's web site are somewhat less fluent, don't let that stop you from trying out FoX - it is certainly one of the more interesting efforts of the past year. For system installation, the developers have wisely resisted the temptation to re-invent the wheel and stayed with the tried and tested Anaconda. Once installed and the system rebooted, the user will be presented with a good-looking KDE desktop, all dressed up in a Mac OS X-like desktop theme. This is what makes FoX Desktop an interesting alternative to the major Linux distributions - not only it is nicely designed, it also gives an impression that much thought has gone into creating a pleasant working environment for the user.

But that's not all. Upon investigating the KDE menus, I came across an item called "FoX Control Center". This is a collection of shortcuts to KDE modules or custom-made applications for administering various aspects of the computer. I was particularly intrigued by the tab called "Security Center", which offers a number of useful options, including password management, cryptography, firewall configuration, and authentication. All the buttons are accompanied by brief descriptions of their functions so even non-expert users can configure many important security aspects of their distribution with relative ease. Also available in this application is a software management tab. FoX, derived from Fedora Core, uses the RPM package format with a difference - it employs a package management tool called "smart". This works both from the command line and from within a graphical application that can be invoked by pressing the Remove/Install button in the FoX Control Center (you might have to close the KSmartTray icon first if you get an error message). There is also an option to upgrade the entire system to a new version. FoX Desktop FoX Desktop Linux 1 is based on Fedora Core 4, but it includes many up-to-date packages. The Linux kernel is at version 2.6.14, and it also offers the very latest KDE 3.5.0 and related applications, such as amaroK 1.3.7 and K3b 0.12.10. Firefox 1.5 and OpenOffice.org 2.0.1 are also included. KDE, the only available desktop environment, has been slightly customised, while the Konqueror file manager comes with interesting default settings and several common folders in the user's home directory. It is clear that the developers have attempted to tailor the product to better suit recent Linux coverts and non-technical computer users. So what's the business model? The freely downloadable edition of FoX Desktop Linux is labelled as "Lite", while a "Professional" edition is expected to be released shortly. Details of the differences between the two are a bit sketchy at this time, but it looks like the users of the Professional edition will be able to take advantage of extra drivers, add-ons and software via "PowerUP". FoX's PowerUP is a custom application that promises, for what it's worth, to "easily increase the power of your system". Details about the pricing have not yet been announced. Overall, I found FoX Desktop Linux to be a very pleasant operating system with powerful security features, good custom system administration utilities, intuitive package management with "smart", and a great-looking desktop theme emulating the style of Mac OS X. Worth a try, especially if you are new to Linux or if you enjoy the look and feel of the Mac.

~ Notizia di distrowatch.com | 14/1/2006

Ecco un nuovo progetto tutto made in Italy che - a mio modesto parere - merita un minimo di attenzione, i presupposti paiono interessanti, le immagini accattivanti e il sito ufficiale ricco di interessanti informazioni. Staremo a vedere.

La censura della Cina: il VOIP e Wikipedia nell'occhio del ciclone

Pechino sbianchetta Skype e il suo IM
Il governo cinese, che ha una vasta scelta di strumenti di controllo e censura, filtrera` i contenuti delle chat ignorando le parole non tollerabili dal regime Pechino.

- "Ho perso le parole... eppure ce le avevo qua un attimo fa". Cosi` cantava Ligabue (Radiofreccia, 1998) e così potrebbero dire alcuni utenti cinesi della chat di Skype, nel non vedere sullo schermo alcune parole appena digitate. Gia`, perche` il governo di Pechino sta mettendo in atto la minaccia di censura, paventata qualche tempo fa: filtrando le chat tra utenti, impedendo la comparsa di parole considerate "sconvenienti". L'arrivo di Skype in Cina, come quello di altri sistemi di comunicazione, non ha seguito un percorso facile, ma la sua presenza era comunque tollerata. Tuttavia, la partnership con Tom Online, che Skype aveva sottoscritto per una miglior penetrazione nel popoloso paese asiatico, e in particolare all'interno della Grande Muraglia, sta avendo alcuni effetti collaterali imprevisti e poco graditi: il provider pechinese ha dichiarato che, onde evitare problemi con il governo cinese, sara` necessario frapporre un "filtro" per monitorare l'uso delle parole classificate dal regime comunista come offensive. Come riferito anche da BusinessWeek, la condizione e`stata esposta in chiari termini di ultimatum: senza il filtro sull'instant-messaging il servizio non potra` essere utilizzato. E` priva di fondamento, invece, la voce in circolazione in rete in questi giorni, secondo la quale anche le conversazioni VoIP effettuate tramite Skype sarebbero monitorate da un sistema di filtraggio e oscurate da un "miagolio" (alquanto strano, visto che i pechinesi... abbaiano). Manca tuttora una spiegazione tecnica in relazione al funzionamento del sistema di controllo, quindi non e` ancora possibile sapere se i client Skype "con gli occhi a mandorla" saranno corredati, ad esempio, di un plug-in con "correttore" istantaneo - non disattivabile dall'utente - con blacklist integrate (o magari aggiornate con un download automatico ad ogni connessione) o se Skype interverra` sul codice del software da distribuire in Cina. L'impero (cinese) colpisce ancora, dunque, poiche` Skype non e` certo il primo a subirne il rigore: e` di pochi giorni fa la notizia che Microsoft ha accettato di chiudere un blog ospitato da MSN. Sulle chat saranno dunque censurati i termini non graditi presenti nelle blacklist trasmesse a tutti gli operatori di comunicazione (locali e stranieri), in cui sono inserite parole come "Dalai Lama" e "Falun Long", o "liberta`" e "repressione" (vedi anche un elenco non ufficiale dei termini "banditi" da QQ, il piu` diffuso programma cinese di instant-messaging) Per parafrasare Enrico di Navarra, "Pechino val bene una censura" sembra un motto applicato dalle aziende occidentali di comunicazioni sbarcate in Cina, visto il livello di compromesso che sono disposte ad accettare continuamente pur di rimanere. Ma mentre Enrico di Navarra disse "Parigi val bene una messa" e divento` re di Francia (Enrico IV), difficilmente la censura fara` guadagnare ad un'azienda straniera lo scettro del business TLC cinese.
~ Dario Bonacina

~ Notizia di Punto-Informatico | 29/1/2006

E` l'ennesima prova che la tanto decantata liberta` di INTERNET sta andando via via scomparendo, recentemente e` stata censurata anche Wikipedia - l'enciclopedia libera - il governo cinese, ma non solo quello, sta provvedendo con l'eliminare tutti i possibili ostacoli del regime. Dico non solo quello perche` e` sufficiente pensare ai siti di Coolstreaming e Calciolibero, recentemente oscurati.
Un Orwell - quello di 1984 - che forse ha sbagliato solo di una 20ina d'anni.

Francia: Il P2P e` legale.

Una sentenza francese crea un precedente inaudito in Europa: sfruttare a fini personali le piattaforme di scambio non puo` essere considerato un reato. Clamore su tutta la rete. L'industria: ricorreremo in appello

E` la Francia ancora una volta a dare grattacapi, e che grattacapi, alle major che si battono contro gli abusi sui sistemi di file sharing. Un tribunale parigino ha infatti emesso una sentenza senza precedenti, che in buona sostanza afferma la liceita` dell'uso del P2P per scaricare e condividere file protetti dal diritto d'autore a fini personali, ovvero in assenza di finalita` commerciali e di lucro. La notizia della sentenza, che sta facendo rapidamente il giro della rete, si innesca in un momento critico per l'approccio francese al P2P, laddove un numero sempre crescente di parlamentari e commentatori transalpini appare disposto a consentire l'uso personale del P2P. Come racconta l'associazione Audionautes.net, il caso e` quello di un utente accusato di aver scaricato e posto in condivisione moltissimi brani musicali, si parla di 1.200 pezzi, tutti protetti dal diritto d'autore gestito dalla Societe` Civile des Producteurs Phonographiques. Stando alla cronaca del procedimento, i sistemi di rilevazione dell'uso del P2P della Societe` nel 2004 avevano individuato l'IP del computer di "Antoine", attivo tramite il celebre software Kazaa, all'epoca uno dei piu` utilizzati in senso assoluto dagli utenti del file sharing. Il Tribunal de Grande Instance di Parigi, giudicando il caso, ha stabilito che "l'imputato faceva uso di questi file a titolo personale, e quindi un uso legale". Secondo i giudici, la normativa francese stabilisce che i cittadini "facciano un uso corretto dei materiali protetti fino a quando questo uso non e` collettivo o non e` a finalita` di lucro". La difesa di Antoine l'hanno condotta proprio gli esperti dell'Associazione Audionates che ora mettono a disposizione il pdf della sentenza ( in francese ) e sottolineano come sia la prima volta che un giudice francese assolve sia il download di brani che la loro condivisione. In passato, altri casi si erano risolti con assoluzione ma soltanto per quanto riguardava il download. Come si ricordera`, sulla questione della condivisione anche in Canada c'e` un dibattito aperto: sebbene la normativa sia ancora poco chiara, il semplice scaricamento di opere protette ad uso personale non viene sanzionato. Va detto che la Societe` ha gia` annunciato che si appellera` contro la sentenza. Ma il presidente dell'associazione Audionates, Aziz Ridouan, si e` detto fiducioso sugli esiti dell'appello in quanto la sentenza appare in linea con l'orientamento gia` espresso in casi precedenti. Il tutto, naturalmente, potrebbe presto trovare una soluzione normativa, in quanto, come accennato, il Parlamento francese sta discutendo proprio in queste settimane alcune proposte che potrebbero portare ad una legalizzazione dell'uso a fini personali del peer-to-peer anche quando si tratta di scambiare materiali protetti dal diritto d'autore.

~ Notizia di Punto-Informatico | 15/1/2006

Indubbiamente un importantissimo evento, indipendentemente dall'esito che avra`: mi ha riportato alla mente una frase di Winston Churchill, che parafrasando riporto: "Se sotto ad un cartello di divieto di fumo, fumano 10 persone si sposteranno le persone, se a fumare saranno in 1000 si levera` il cartello."
Al di la` del fatto che l'idea sia o meno accettabile e` comunque molto attuale.

Google e Apple: fusione in vista?

Nel "board of director" di Apple e` accaduto un importante cambiamento che merita di essere valutato per le possibili ricadute pratiche: Eric Schmidt, l'attuale CEO di Google, entra a far parte del prestigioso gruppo. A fianco di Schmidt si trovano da tempo Al Gore, ex-candidato alla presidenza degli USA, Arthur Levinson e ovviamente Steve Jobs.
Schmidt si e` dichiarato particolarmente entusiasta di poter lavorare per Apple, azienda per la quale nutre profonda ammirazione. L'ingresso di Schmidt del board di Apple si presta ovviamente a possibili e scontate congetture volte ad individuare le ricadute pratiche di questa mossa strategica. Steve Jobs ha dichiarato che le capacita` di Schmidt e le sue potenzialita` saranno di aiuto per i futuri traguardi di Apple, ma non si puo` far a meno di considerare le molte iniziative anti-Microsoft attuate da Google.
La moltitudine di utility rilasciate e servizi Web 2.0 sono sicuramente elementi da tenere in debita considerazione considerando poi le peculiarita` del sistema operativo di casa Apple. Lo scenario si complica andando a scovare un'altro nome importante che fa parte del "board of director" di Google: Paul Otellini che attualmente e` CEO di Intel. Considerando le ultime mosse di Apple in merito all'utilizzo di piattaforme hardware Intel, la presenza di Otellini nel board di Google e Schmidt nell'equivalente posizione di Apple si presta a svariate supposizioni e ipotetici scenari. L'unico dato certo e` che le borse hanno gradito la mossa strategica di Apple e il titolo ha avuto un significativo rialzo sui mercati.

~ Notizia di Hardware Upgrade | 7/09/2006

Sembrerebbe la classica politica di Google anti-Microsoft. Se - per ipotesi - due colossi della portata di Google ed Apple dovessero coalizzarsi, la casa informatica di Redmond passerebbe quello che volgarmente si chiama "brutto quarto d'ora". Il problema e` stabilire se e come questo accordo avverra`. E con qualche piccolo dubbio nei confronti di quello che - in origine - era "solo" un motore di ricerca e adesso e` qualcosa di eccezionale.

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